09/10/2012

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elena tarantino Immagine1 - Copia


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Appunti di una viandante per il suo acquarello

Con quella faccia un po’ così
Quell’espressione un po’ così

Che abbiamo noi prima d’andare a Genova….
Paolo Conte. Con me. Io, Elena Tarantino vengo da una città inusuale per il panorama mnemonico o turistico di molti, La Spezia… nome da viaggio ma città stanziale, stretta alla terra da una cintura di colli che la ritagliano e inquadrano in riva a uno dei più bei mari del mondo, cose di Byron, La Spezia è un’isola e non lo sa, tra boschi dalle irresistibili tinte in autunno, e chiare e fresche, dolci acque, il Magra, il Vara dai fondali limpidi; molto Déjeuner sur l’herbe se vogliamo… io però, impressionista irrequieta, un giorno mi ritrovai a Genova… gamberoni rossi, un sogno/ e il sole e un lampo giallo al parabrise. Certo portavo con me dalla mia familia il gusto, un po’ zen un po’ nice touch, del bello nel quotidiano, della luce giusta per ogni occasione. E un’intuizione, di mio padre che ogni sabato pomeriggio mi comprava una nuova matita Caran d’Ache, regalo e messaggio muto e giudizioso. Mio passaporto sarà da allora la mia cassetta dei colori. Senza scadenza.

Ho poi compiuto studi regolari e sì, giudiziosi, Lingue e lettere moderne e teatro; a Genova, Genova per me fu la moltiplicazione dei colori, degli orizzonti, dell’immaginario e del possibile.  Del resto noi abbiamo visto Genova. Poi per anni, mi sono applicata a usare il mio gusto e a trovargli gli strumenti adatti ad ogni occasione di lavoro, anche diversa dalla pittura. Time went by.

Da un po’ sono partita alla riconquista della ragazza Caran d’Ache che sono nata. Ho appreso l’acquerello e totalmente rapita dallo stile della Natura, un fiore cos’è se non la sua carta geografica, un universo in piccole dimensioni, ecco che ho intrapreso l’opera di una pittura portata alle estreme conseguenze, la pittura naturalista che secondo me è tale prima del suo aggettivo. Una cincia, un fiore anche umile, una piccola pianta sono immagini, impressioni nel cuore, indelebili per chi le voglia cogliere, sono tutto quello che c’è sulla punta del mio pennello. Così mi sembra davvero di non essermi mai allontanata tanto da ciò che allora inconsapevole sapevo che sarei diventata, una pittrice. Dipingere è una necessità dell’anima. Condividerla è un’arte.

Vivo e lavoro oggi a Lecco, Italia, tra i colori del lago e quelli dei monti e oltre… l’Engadina.

Elena Tarantino.